martedì, marzo 02, 2010

Ventitre come infinito

E' primavera. Dovrebbe essere estate inoltrata ma e' primavera.
Giorno di fine Ottobre, notte di Maggio, alba di Gennaio e se non v'e' differenza alcuna tra tempo e spazio allora corro veloce e non ricordo altre prima d'ora cosi' o forse e' stato ieri o un miliardo di milioni di miliardi di anni passati, di asfalti cancellati, di fiumi secchi, di alberi svuotati da foglie e rami, di paesaggi che come ombre sfumano e inquietano.
Ho viaggiato in diagonale tra l'alto e il basso per non dimenticare mai da dove vengo e ho lasciato pietre nere lungo il percorso per raccontarmi il futuro e non trascurare che sopra ogni casa esistono soffitte, soffitte e bauli di polvere e fotografie che raccontano mani, sapori, odori, scogli e dondoli ed il respiro si accorcia, gli occhi si chiudono, le forze abbandonano e si smette di ricordare per iniziare e vivere confondendo direzione, sbagliando tempo.
Sono nato domani nell'epoca degli ascensori, quando la musica si fara' argento, con gente sgargiante e sorridente tra televisori accesi e mondi sempre piu' vicini, cosi vicini che un respiro e' tempesta.
Primavera e' sole che abbaglia ma primavera e' pioggia gelata che nasconde movimenti e piega gambe perche' so di essere caduto e aver tentato di rialzarmi ma a terra di nuovo ho avuto paura di non riuscire e piantando dita in terra ho spostato il mondo e l'ho fatto con la rabbia di un dio malvagio.
Quando tutto e' ripartito ho urlato di guardarmi muovere ma c'e' chi era li' e ha visto l'illusione per poi voltarsi e ripartire, in silenzio tornare, con un sorriso ricominciare.
Ancora le gambe non si muovono ma le braccia si e mentre tutto e' fermo si guardano le stelle che la nebbia della citta' ha tolto e si vola, giusto un poco, quel tanto che basta per bagnarsi in una nuvola, per scavalcare la Luna, per galleggiare a pochi centimetri dal suolo e illudersi sia questo, unico modo di camminare.
In un piccolo mondo ovunque ti giri c'e' sempre la tua primavera a ricordarti che una ne esiste e rimane e i suoi profumi sono i tuoi, il suo sole il tuo e anche quando e' lontana, il silenzio e' il suo bacio in dono, la rugiada infiniti ricordi in gocce di vita alla quale e' impossibile rinunciare.
C'e' chi nasce per star seduto sulla riva d'un fiume, c'e' chi viene colpito dal fulmine,
c'e' chi ha orecchio per la musica, c'e' chi e' artista, c'e' chi nuota,
c'e' chi e' esperto di bottoni, c'e' chi conosce Shakespeare, c'e' chi nasce madre
e c'e' anche chi danza

2 commenti:

rebel ha detto...

dopo un bell'annetto lontana da parole e pensieri multimediali, ritorno per dedicarmici di nuovo. recupererò il tempo "perduto", sbirciando anche qui...suerte.
(valeria, chissà se ricordi le chiacchierate via email).

HyperMax ha detto...

Come potrei dimenticarle se neppure troppo tempo fa sono entrato nel tuo profilo, un po' abbandonato, un po' no, come il mio del resto.
Esserci e non esserci ecco il nuovo problema ma come si dice, a volte basta il pensiero e quello c'e', c'e' sempre.
Cosa ti e' accaduto questo anno...?