martedì, aprile 10, 2007

Bagliori di citta'

Ho una infinita' di lavoro da terminare e ho come l'impressione che non terminero' quasi nulla di quanto dovrei.
Indiscutibilmente ho dato molto, non troppo perche' troppo non lo e' mai, ma se rinvio a domani non mi sentiro' certo in colpa.
E' che il mondo gira lo stesso, affermazione banale ma verissima, affermazione erroneamente semplice quando per anni emulare Atlante sembra piu' missione che dovere.
Poi resisti, stringi i denti e si cade, perche' sempre si cade e dal fondo delle piastrelle accorgersi che nulla e' fermo, niente e' in attesa e concitato chiedi aiuto per rialzarti il prima possibile, per reagire il prima possibile, per tornare in sella il prima possibile e non c'e' una mano che si tende, non c'e' una parola di incitamento, non c'e' un sorriso a sostenerti e ricordare cio' che hai realizzato non aiuta, non aiuta comunque e comunque ogni persona, ogni oggetto, ogni lancetta si sposta alla medesima velocita' di sempre, forse un po' piu' lentamente ma indipendente da te, piu' lentamente delle aspettative, delle speranze, dei desideri.
Ci si rialza, si riprende a correre perche' anche cosi' ti senti un po' piu' vivo ma la corsa cambia, non rallenta ma muta in sospinta accelerazione da cieco e sordo spasmodico protendersi.
Sempre avere avanti il perche'; il dove sara' una conseguenza e se spiacevole pazienza.
E' il viaggio, si il viaggio, sempre il viaggio ad essere importante...
So I went from day to day
Tho my life was in a rut
till I thought of what I'd say
Which connection I should cut
I was feeling part of the scenery
I walked right out of the machinery
My heart was going boom boom boom
Hey, he said, grab your things, I've come to take you home.
Yeah back home

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